Pubblicazioni

PATMOS

Patmos m’iniziava, m’insegnava, m’invitava a guardarla, ancora e ancora, mentre mi avventuravo sempre più alla sua scoperta. In questa città bianca, bianca, di un biancore abbagliante, camminavo e affinavo lo sguardo. Le sue viuzze fatte di archi e di scale

sollecitavano la macchina fotografica.

Il mare mi accompagnava con il suo azzurro quieto, e io salivo e scendevo, senza sosta, come in agguato della luce. Il bagliore a Patmos era come più intenso che altrove e la luce diventava l’unico soggetto, la vera tensione…Ero alla ricerca della luce pura, nient’altro che la luce.


LO SGUARDO CHE SALVA

Un amico mi aveva chiesto di condurre una meditazione partendo dallo sguardo sulle icone.

Questo piccolo libro, pubblicato nel 1998, ripropone questa meditazione.


L’ICÔNE DE LA TRANSFIGURATION

Di ritorno da un viaggio in Russia, dove avevo a lungo contemplato le icone della Galleria Trétiakov, a Mosca, ho iniziato, sotto la guida di Henri-Irénée Marrou una ricerca di iconografia cristiana. Avevo scelto come argomento la Trasfigurazione del Cristo. Questo libro, pubblicato nel 1978, nella collana “Spiritualité Orientale” dell’abbazia trappista di Bellefontaine, ne è il risultato.


UNE PLUS SECRÈTE LUMIÈRE

Aprendo questo libro intraprendiamo un cammino di cui crediamo di conoscere bene le tappe. Eppure, sotto la guida di Marguerite Léna e di Roselyne de Féraudy, ogni festa ridiventa, a monte delle immagini e delle pratiche tradizionali minacciate dalla sclerosi, quel che è in origine : un “mistero”, un momento nel quale il Signore ci visita e ci riunisce, una fonte di significato che trasforma il tempo stesso in cui scaturisce.

Questo risorgere perpetuo della novità si manifesta qui da subito nel metodo adottato: tutto, nela vita come nella Scrittura, può servire a rivelarne la luce “segreta”.

Una lettura riduttiva di questo libro consisterebbe a percorrerlo come una galleria di bei quadri di soggetto religioso, e a chiuderlo così come si esce da un museo, pieni di ammirazione, certo, persino commossi, ma immutati.

Queste contemplazioni, pur evocando scene, non sono quadri, ma porte. Siamo condotti dinanzi a ciascuna di esse. Dietro sta il Signore. Spetta a noi bussare, o aprirgli quando lui stesso busserà, in quel momento dell’anno, in quell’ora del giorno o della notte.